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Dancer in the dark PDF Stampa E-mail
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Scritto da fabio carugo   
Mercoledì 10 Febbraio 2010 12:08

Dancer in the dark - locandina del film"Il musical con Bjork ... no ... già l'avevo evitato come una peste quando è uscito ... adesso me lo devo sorbire!"

Questo è stato il primo pensiero, quando alla 12 ore di cinema Simone ha portato Dancer in the dark di Lars von Trier.

 


La sorte ha deciso che sarebbe stato il quinto film in programmazione, cioè nel cuore della notte, già mi vedevo sonnecchiante davanti alla voce di Bjork.

Il film inizia, tranquillamente, con la vita dignitisa di un'emigrata cecoslovacca negli Stati Uniti. La vita con il figlio, il lavoro, la passione per il ballo e le ristrettezze economiche.
I primi venti minuti passano senza sussulti, i secondi venti il sonno ha la meglio. Non so per quale motivo, riapro gli occhi e mi ritrovo in una fabbrica, discorsi fra operai, fra gente che lavora ...
... poi la musica ... ballano e io rimango affascinato dai gesti, dai volti e dai suoni. Non riesco a staccare più gli occhi dallo schermo.

La storia prosegue dura, difficile e tragica e tutto questo è contrapposto in maniera stridente con la musica allegra e coinvolgente .. quasi fosse per Bjork-operaia la fuga verso un mondo diverso che deve essere altro da questo e che non esiste se non nelle note.

Alla fine rimango sballottato fra la dura realtà e la poetica forza del musical ... frastornato ... contento per aver visto un film magnifico.

 

 

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